La maggior parte delle persone sottostima significativamente la quantità di zucchero aggiunto che consuma ogni giorno, non perché mangi consapevolmente troppi dolci, ma perché gli zuccheri aggiunti si nascondono in una quantità sorprendente di prodotti che non vengono percepiti come dolci.
Cosa distingue lo zucchero aggiunto da quello naturale
Lo zucchero naturalmente presente nella frutta intera o nel latte è accompagnato da fibra, acqua, proteine o altri nutrienti che ne modulano l’assorbimento e l’impatto glicemico complessivo. Lo zucchero aggiunto, invece, viene inserito durante la lavorazione o preparazione di un alimento e non porta con sé questi elementi protettivi. Le principali linee guida nutrizionali, incluse quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si concentrano specificamente sulla riduzione degli zuccheri aggiunti (raccomandando idealmente meno del 10%, e per benefici aggiuntivi meno del 5%, delle calorie totali giornaliere), non sullo zucchero naturalmente presente negli alimenti interi.
I prodotti più insospettabili
Salse pronte per la pasta, ketchup, condimenti per insalata, pane confezionato, affettati, yogurt “alla frutta” e barrette proteiche sono tra i prodotti in cui più spesso si trova zucchero aggiunto in quantità significative, senza che il sapore risulti particolarmente dolce al palato. Un vasetto di yogurt alla frutta può contenere quanto zucchero un piccolo dessert, mentre alcune salse pronte per la pasta arrivano a contenere più zucchero per porzione di un biscotto.
Le “bevande liquide” sono la fonte principale
In molte popolazioni occidentali, le bevande zuccherate — bibite gassate, succhi di frutta confezionati (anche quelli senza zuccheri aggiunti dichiarati, ma naturalmente concentrati in zuccheri), bevande energetiche, tè freddi confezionati — rappresentano la singola fonte più rilevante di zuccheri aggiunti nella dieta. A differenza dello zucchero solido, quello disciolto in una bevanda non genera lo stesso senso di sazietà, rendendo più facile consumarne grandi quantità senza percepirlo come un eccesso.
Il caso dei succhi di frutta
Anche un succo di frutta 100% naturale, senza zuccheri aggiunti dichiarati in etichetta, ha un impatto glicemico molto diverso dalla frutta intera da cui deriva: il processo di spremitura elimina gran parte della fibra e concentra lo zucchero in un volume ridotto, rendendo più facile assumerne quantità equivalenti a diversi frutti interi in pochi minuti. Questo non significa che il succo di frutta sia equiparabile a una bibita zuccherata dal punto di vista dei micronutrienti, ma dal punto di vista dell’impatto glicemico e calorico va considerato più vicino a una bevanda zuccherata che a un frutto intero.