
La dieta chetogenica è un regime alimentare a bassissimo contenuto di carboidrati, ricco di grassi e con proteine moderate. L'obiettivo è portare l'organismo a produrre corpi chetonici nel fegato e a usarli come fonte di energia principale al posto del glucosio: uno stato metabolico chiamato chetosi nutrizionale.
Le proporzioni tipiche sono 70-80% delle calorie da grassi, 15-20% da proteine e 5-10% da carboidrati, cioè meno di 20-50 g di carboidrati netti al giorno contro i 200-300 g di una dieta occidentale media. Non è quindi una dieta "low-carb" generica: è un protocollo con soglie precise, sotto le quali il metabolismo cambia in modo misurabile.
| Componente | Intervallo indicativo |
|---|---|
| Grassi | 70–80% |
| Proteine | 15–20% |
| Carboidrati | 5–10% |
| Carboidrati netti | 20–50 g al giorno, secondo il piano |
Questi valori descrivono un esempio generale, non una prescrizione individuale: i protocolli clinici possono essere diversi.

Da dove nasce
È nata negli anni '20 come terapia per l'epilessia farmaco-resistente nei bambini, ed è tuttora usata in ambito clinico per questo scopo sotto stretto controllo medico. Da lì si è allargata a obesità, insulino-resistenza e sindrome metabolica, e viene studiata — in modo ancora preliminare — in alcuni contesti oncologici e neurologici. Fuori dall'uso clinico originario, resta un intervento nutrizionale, non un farmaco: gli effetti variano molto da persona a persona.
Come funziona, in sintesi
Quando i carboidrati scarseggiano, le riserve di glicogeno epatico e muscolare si esauriscono in 24-72 ore. Il fegato converte allora gli acidi grassi in corpi chetonici — beta-idrossibutirrato, acetoacetato e acetone — che cervello, cuore e muscoli possono usare come carburante alternativo al glucosio. Il meccanismo biochimico completo, con i tempi esatti di adattamento e le differenze rispetto alla chetoacidosi, è il tema del prossimo articolo di questa serie.

Per chi può essere indicata
- Chi cerca un metodo strutturato per ridurre la massa grassa mantenendo un buon livello di sazietà, grazie all'effetto saziante di grassi e proteine.
- Persone con insulino-resistenza o diabete di tipo 2, sempre sotto controllo medico:la riduzione drastica dei carboidrati abbassa spesso in modo rapido glicemia e fabbisogno di farmaci, e per questo il dosaggio va rivisto da un medico, non aggiustato da soli.
- Chi tollera bene un basso carico glicemico e cerca livelli di energia più stabili durante la giornata, senza i picchi e i cali tipici di una dieta ricca di zuccheri semplici.

Per chi non è indicata, o richiede supervisione medica stretta
- Diabete di tipo 1 o diabete di tipo 2 in terapia insulinica:il rischio non è la chetosi nutrizionale ma la chetoacidosi diabetica, una condizione acuta e pericolosa — la differenza tra le due è spiegata nel prossimo articolo.
- Malattie renali croniche, storia di calcoli renali o pancreatite.
- Gravidanza e allattamento.
- Disturbi del comportamento alimentare, pregressi o in corso.
- Rari disturbi congeniti dell'ossidazione degli acidi grassi:controindicazione assoluta.
- Chi assume farmaci che richiedono aggiustamento in presenza di una dieta a basso contenuto di carboidrati, come ipoglicemizzanti, diuretici o litio.
In questi casi, iniziare senza il coinvolgimento di un medico o di un professionista della nutrizione non è prudente: alcuni aggiustamenti terapeutici vanno fatti prima di cambiare l'alimentazione, non dopo aver notato un problema.

Come iniziare, in pratica

- Calcola il tuo fabbisogno calorico e i target di macronutrienti (il quarto articolo di questa serie entra nel dettaglio del calcolo).
- Riduci gradualmente cereali, zuccheri, legumi e la maggior parte della frutta, piuttosto che eliminarli tutti nello stesso giorno.
- Costruisci i pasti attorno a grassi di qualità, proteine e verdure a basso indice glicemico.
- Metti in conto 3-7 giorni di adattamento, spesso accompagnati da stanchezza e mal di testa (il quinto articolo spiega come gestirli).
- Monitora corpi chetonici ed energia percepita e, se rilevante per la tua situazione clinica, condividi i parametri con il tuo medico.

Quanto dura
Non è necessariamente un impegno permanente: molte persone la seguono per cicli di 8-12 settimane, poi passano a una versione più moderata o cambiano solo alcune abitudini. È una scelta da rivedere nel tempo in base a come risponde il corpo, non un percorso a senso unico deciso il primo giorno.
